La Fonte
associazione culturale

 


Ana Maria Trenchi Bottazzi

in

Concerto per la Nonna
in ricordo di Ermelinda Vitullo

di Maria Di Luca



Borrello, 13 agosto 2006
Complesso Monumentale Sant'Egidio

La struggente interpretazione di Gesù mia gioia di Bach ha aperto lo straordinario concerto di Ana Maria Trenchi Bottazzi a Borrello. Fin dal primo pezzo la sensibilità d’animo di questa grande donna si è manifestata in tutta la sua raffinatezza. La romantica tenerezza di questa esecuzione, che la pianista ha detto essere il suo modo di ringraziare Dio, è stato appena il preludio di un concerto fatto non solo di musica eccellentemente eseguita, ma di un’atmosfera tanto profonda da sconfinare nella spiritualità. Certo le agili mani di questa artista che riversavano nel silenzio della chiesa cascate di note, grevi nei fortissimi più decisi, leggere nelle melodie più espressive e rapide nei numerosi passi di agilità, hanno stregato l’intero uditorio. Ma ciò che ha stupito maggiormente l’attento spettatore è stata la dolcezza che ha impregnato di tutto il concerto: una dolcezza non sempre rinvenibile nell’eleganza estetica talvolta gratuita dei concerti. Essa ha messo a nudo una profondità d’animo acquisita peraltro con dolori e passioni quasi inimaginabili per l’uomo. La grandezza della signora Bottazzi si è ben espressa con la cura e l’affetto che ella ha posto in ciascuno dei brani che ha eseguito.
Attraverso i tempi graziosi della sonata di Mozart, la dolce imponenza beethoveniana di Per Elisa e Al chiaro di luna, la moderna espressività del Chiaro di luna di Debussy, l’esecutrice ha rivelato di possedere una qualità che non tutti hanno: la piena consapevolezza di ciò che significa vivere:
Questo è stato il messaggio che Ana Maria Trenchi Bottazzi ha voluto trasmettere a tutto il suo pubblico, e insieme a questo l’idea che siano sempre necessarie passione e tenacia, due pregi che lei più di tutti ha dimostrato di possedere.
Sottolineando il commovente intimismo dei valzer di Chopin l’artista ci ha fatto provare l’emozione di toccare con mano cosa significa essere grati per quello che abbiamo, sentimento che spesso si trascura e non si raggiunge a livelli così profondi. La sua voce che incita alla perseveranza, al dovere di perseguire con volontà il raggiungimento dei propri obiettivi, ha dato una testimonianza di vita che non ha fatto altro che sublimare le emozioni del concerto. Tutti noi, consapevoli della sua storia e della sua grandezza, abbiamo avuto la fortuna di approfittare della sua presenza per cogliere sensazioni straordinarie. Raccolti in sacro silenzio non abbiamo ascoltato solo la musica che eseguiva, ma più di quella, la musica della sua anima.